Gruppo Ginestra
L'EQUIVOCO DELLO SBALLO - FURIO RAVERA - 4 AGOSTO 2017

L'equivoco dello "sballo"


Occorre spiegare più estesamente cosa realmente accade durante lo sballo. Molti penseranno ad una sorta di stordimento, qualcosa di simile ad una sbornia più intensa del solito, niente di più di uno stato di sonnolenza, in realtà c'è in gioco un sovvertimento più complesso del funzionamento del cervello che coinvolge il controllo delle emozioni, la percezione del proprio corpo, l'esame di realtà, la percezione della propria identità.

L' indagine psicologica accurata su giovani dediti allo "sballo", che si sono rivolti a noi per ricevere una cura, ha rivelato una discreta presenza di tratti dissociativi, vale a dire la tendenza a separare una parte di sè con funzionamento autonomo rispetto al resto che rimane come temporaneamente disattivato. Questa parte separata ha avuto origine dal disperato tentativo del soggetto, in un' etá in cui non disponeva di difese sufficienti, di relegare la percezione e la memoria di ciò che di brutto gli accadeva in una parte separata di sè che rimane come sepolta, ma capace di attivarsi quando una circostanza, nel presente ha la capacità di riattualizzare antiche sofferenze, come se accadessero oggi. È così che si attivano comportamenti di cui i pazienti spesso si rammaricano dolorosamente, perchè riguardano qualcosa che non vorrebbero fare ma si scoprono a metterli in atto come guidati da una forza ingovernabile. Antiche sofferenze non riconosciute possono alterare stabilmente lo stato di quiete con un disagio fatto di noia, impazienza, caduta di interessi, irritabilità, tensione. Si può cercare, per sollievo, un'altra parte di sè, un altro stato, un altro modo di essere anche a costo di gravi compromissioni. Parti diverse di sè possono essere considerate come il risultato di un imponente processo di scissione a scopo difensivo. È questo che nei soggetti con organizzazione borderline di personalità dà origine a personalità diverse in momenti diversi, anche nella stessa giornata o con persone diverse. Anche il "divertimento", se così lo vogliamo chiamare, viene organizzato secondo una strategia dissociativa come per mettere in atto l'intenzione di vivere in uno stato mentale senza pensieri, responsabilità, senso del tempo e in cui la percezione del mondo non ponga obblighi nè confronti. Questo è lo "sballo". Amare lo "sballo" significa aver scelto di organizzare la propria vita e la propria mente in parti separate. Trovare un rifugio in un'altra parte di sè. Come segno di questa tendenza, ad un livello superficiale questi pazienti tendono ad organizzare le soluzioni per i propri disagi immaginando un'altrove in cui staranno meglio, una nuova città, la campagna o il mare. Sempre soluzioni che responsabilizzano il mondo esterno per il proprio stato. Da alcuni anni nel nostro Reparto impieghiamo l'EMDR per integrare parti dissociate della personalità dei pazienti con il risultato di una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni e dei propri impulsi che consente ai pazienti di sviluppare una maggiore padronanza su di sè come condizione di base per affrontare il lavoro sulla tossicodipendenza e altre forme della patologia del comportamento, alimentare sessuale o impulsivo.

Dottor Furio Ravera